Non è propriamente un progetto di employer branding ma mi preme segnalarlo comunque perchè l'iniziativa messa in piedi da Microsoft in Italia mi sembra vada nella direzione giusta nella valorizzazione delle risorse umane come fonte di vantaggio competitivo dell'azienda.
La Tua Strada, si chiama così l'iniziativa ideata da Microsoft, è un'iniziativa studiata per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, promuovendo al tempo stesso l'immagine di Microsoft come azienda attenta al sociale e ai valori della responsabilità sociale d'impresa verso il target degli studenti universitari e le tecnologie Microsoft - in un'ottica di business quindi - verso le aziende interessate al programma.
Il progetto, che coinvolge le aziende Partner di Microsoft e alcuni Atenei italiani, punta ad offrire ai più brillanti studenti o neolaureati l’opportunità di compiere un’esperienza professionale presso una società Partner, usufruendo di un percorso propedeutico formativo erogato direttamente da Microsoft.
Il mondo del lavoro esige giovani preparati non soltanto da un punto di vista teorico, ma anche pratico. L’esperienza concreta è quanto offre il programma, che mette in un unico circuito le parti interessate al futuro occupazionale: in primo luogo gli studenti, ai quali si garantisce un percorso formativo che punta ad ottenere una certificazione Microsoft, poi le Aziende che inseriscono nella propria struttura stagisti selezionati,e infine con le Università che possono o fare da tranmite per l'individuazione dei partecipanti al progetto o proporre proprie iniziative.
Tutto ben congeniato, tranne forse il fatto che l'iniziativa, pubblicizzata in questi giorni sulle pagine di alcuni quotidiani e settimanali economici, viene presentata come La Tua Strada ma si viene indirizzati non ad un minisito autonomo come sarebbe stato più opportuno, ma alla sezione del sito di Microsoft dedicata alla responsabilità sociale e allo sviluppo digitale all'interno del quale il programma viene presentato non più come "La Tua Strada" ma come "Student2Business". Come dire una buona iniziativa gestita però in termini di marketing e comunicazione con una certa superficialità che da un'azienda come Microsoft non ci saremmo aspettati.
mercoledì 26 marzo 2008
La tua strada: da Microsoft Italia un progetto per i giovani.
giovedì 28 febbraio 2008
Viewmyworld.com: come spostare l'employer experience dall'azienda al prodotto.
Microsoft ha perso il suo irrestibile fascino e appeal come employer di riferimento ormai da diverso tempo negli Stati Uniti, sotto i colpi di competitor del calibro di Yahoo! e, sopratutto, di Google.
Tuttavia, alcuni brand come quello di Xbox sono riusciti ad affermare una propria identità e a staccarsi dall’immediata associazione con il brand principale. E alla casa di Redmond hanno pensato, hey perchè non creiamo una employer branding experience unica e specifica attorno a questo oggetto di culto? Et volià, è nato ViewmyWorld.com.
L’obiettivo del progetto di comunicazione è quello di catturare l’interesse dei giovani talenti facendo leva sull’effetto distintivo di questo nuovo brand e cercando di orientare le ambizioni di lavoro degli studenti e neograduati ai quali il progetto di comunicazione di rivolge in prima battuta a lavorare in una divisione consumer piuttosto che in una enterprise, seguendo la logica ribadita da Ray Ozzie, CSA Chief Software Architect di Microsoft, secondo il quale il futuro è nelle applicazioni consumer perchè tutte le principali novità e innovazioni tecnologiche vengono da applicazioni pensate per il mondo consumer e poi adattate al segmento business e non viceversa.
La sfida, per Microsoft, è quella di convincere giovani ad alto potenziale a lavorare nel settore dei game anzichè in quello di Windows, Office o le applicazioni server. Per far questo nel sito ViewmyWorld.com sono state messe in evidenza proprio le persone che collaborano nei vari dipartimenti. Tutte le persone che vengono presentate nel sito sono persone che lavorano realmente in Microsoft nell'Xbox Team.
Il sito include poi blog posts, una serie di domande e risposte sul lavoro che sono pensate proprio per venire incontro alle esigenze essenziali di informazione di chi sta cercando lavoro, video, un interessante rolodex sulle ragioni per cui lavorare questa azienda del gruppo e anche job postings.
L’unica pecca è che facendo una ricerca di lavoro si viene indirizzati sul sito di Microsoft Careers anzichè rimanere sul microsito come una corretta impostazione di employer branding e recruitiment marketing avrebbe consigliato.
Positiva invece la promozione del sito online con una campagna di banner advertising mentre non va nella giusta direzione il fatto di impostare una employer brand promotion dimenticandosi del SEM il Search Engine Marketing, croce e delizia di quanti si occupano di portare sul web la propria azienda. Scrivendo "xbox jobs" su Google o su Msn (!!!) non si viene indirizzati nel giusto posto ma al vecchio sito di Microsoft Careers così come avviene cliccando su Jobs nel sito della Xbox.
Insomma, una campagna di employer branding che si muove nella giusta direzione per quanto riguarda l'obiettivo di staccare l'employer experience dell'area Xbox da quella di Microsoft, che si distingue per il tentativo di orientare le scelte e le ambizioni dei giovani laureati di talento verso applicazioni legate al mondo consumer, ma caratterizzata da troppi errori di ingenuità, come quelli evidenziati, che un’azienda come Microsoft non può permettersi.
mercoledì 10 ottobre 2007
Il valore del talento.
Che il tema dei talenti sia di straordinaria attualità è indubbiamente vero. Basti pensare all'attenzione che non solo le aziende ma anche la stampa dedica a questo tema con sempre maggiore frequenza.
Che espressioni come "talento" o "guerra dei talenti" siano divenute di moda e ormai largamente abusate sia in ambito aziendale che mediatico tanto da rischiare di diventare semplici slogan privi di risvolti e applicazioni concrete è altrettanto vero.
Ma è anche vero che il tema, per l'importanza che riveste nelle organizzazioni e per l'impatto che può avere sul business aziendale, non può essere trascurato o sottostimato, perchè all'origine di ogni grande successo aziendale c'è sempre una storia legata al fattore umano.
Prendiamo il caso emblematico dell'iPod. In soli quattro anni la strategia di prodotto e di business legata al celebre apparecchio ha permesso alla Apple di aumentare le proprie quote di mercato raggiungendo l'80 per cento in un segmento ad alto profitto. L'azienda è così passata da un fatturato di 6 miliardi di dollari nel 2002 agli oltre 21 miliardi di dollari del 2006 con un incremento del 250 per cento (tant'è che molti analisti prevedono il sorpasso su Microsoft nel 2010 se l'azienda di Cuppertino dovesse mantenere nei prossimi anni questi livelli di crescita).
Quello di Apple rappresenta uno dei casi da manuale del valore e dell'efficacia che i collaboratori di talento possono portare ad un'azienda. Ed è al tempo stesso anche la dimostrazione dell'abilità dimostrata da un'organizzazione nel credere nel valore del talento.
Da questo punto di vista, nonostante si possa pensare che dietro allo sviluppo dell'iPod vi sia stato un team di persone impegnate a trovare assieme la nuova idea di business e a pianificare come e con quale prodotto costruire una strategia di successo, pochi sanno che la mente dietro tutto ciò è soltanto una: si chiama Tony Fadell ed è il papà dell'iPod.
Alla fine degli anni '90 Fadell iniziò a lavorare su una strategia di business che avrebbe rivoluzionato la musica digitale combinando insieme harware e software in un'unica piattaforma. La cosa più sorprendente è che la Apple non è stata la prima azienda alla quale Fadell si è rivolto per realizzare la propria idea. Ma è stata l'unica a non sbattergli la porta in faccia, garantendogli tutto il supporto possibile oltre al personale appoggio del CEO Steve jobs che per primo ha creduto nello straordinario talento creativo di Fadell.
Il caso della Apple è estremamente significativo di quello che i collaboratori di talento possono fare per un'azienda. Perchè è vero che non c'è innovazione se non si investe nel capitale umano vera risorsa strategica delle imprese nella nuova economia globalizzata. Nel caso specifico poi, Fadell ha anche dimostrato straordinarie doti di leadership motivando e guidando una squadra di 30 persone assegnate allo sviluppo del suo progetto completato nell'aco di soli sei mesi.
Ma quello della Apple non è il solo caso di come la competitività delle aziende si giochi ormai sul campo delle idee e nella capacità di differenziarsi in modo positivo rispetto ai competitor.
Altri esempi possono essere citati.
Come quello di Omid Kordestani, che ha aiutato Google, fino a quel momento un motore di ricerca straordinariamente efficace ma senza un significativo modello di business, a diventare quell'incredibile forza della pubblicità online che tutti conosciamo.
O anche quello di Dennis Carter, il celebre direttore marketing che ha inventato il programma Intel inside, dando all'azienda un vantaggio competitivo enorme rispetto ai conocorrenti a prescindere dalla velocità dei processori, catapultando il brand aziendale nell'olimpo dei nomi più conosciuti dell'informatica mondiale.
Per concludere, come non citare il mitico Steve Ballmer, vera mente propulsiva dello sviluppo commerciale di Microsoft, che ha ritenuto sempre prioritario il tema delle risorse umane, della motivazione e del fare squadra come elementi indispensabili per guidare un'azienda verso il successo.
Ma tutti i casi citati dimostrano che bisogna usicre dagli schemi stereotipati nei quali le organizzazioni troppo spesso si rifugiano, premiando il valore, la creatività, la voglia di fare unitamente alla capacità di motivare e fare gruppo. In poche parole premiando i talenti e costruendo un ambiente di lavoro nel quale l'iniziativa personale e la creatività siano incentivate e premiate.
Piccola nota di colore per chiudere. Guardate il filmato che segue. Secondo voi il CEO di Microsoft somiglia al vostro Amministratore Delegato?
lunedì 16 aprile 2007
Google best employer secondo l'indagine Fortune "Best100 companies to work for"
Rank/Company (Fortune Best 100 companies to work for), edizione 2007:
1. Google
2. Genentech
3. Wegmans Food Markets
4. Container Store
5. Whole Foods Market
6. Network Appliance
7. S.C. Johnson & Son
8. Boston Consulting Grp.
9. Methodist Hospital Sys.
10. W.L. Gore & Associates
11. Cisco Systems
12. David Weekley Homes
13. Nugget Market
14. Qualcomm
15. American Century Invest.
16. Starbucks Coffee
17. Quicken Loans
18. Station Casinos
19. Alston & Bird
20. QuikTrip
21. Griffin Hospital
22. Valero Energy
23. Vision Service Plan
24. Nordstrom
25. Ernst & Young
26. Arnold & Porter
27. Recreational Equip. (REI)
28. Kimley-Horn & Assoc.
29. Edward Jones
30. Russell Investment Grp.
31. Adobe Systems
32. Plante & Moran
33. Intuit
34. Umpqua Bank
35. Children's Healthcare of Atlanta
36. Goldman Sachs
37. Northwest Community Hospital
38. Robert W. Baird
39. J.M. Smucker
40. Amgen
41. JM Family Enterprises
42. PCL Construction
43. Genzyme
44. Yahoo
45. Bain & Co.
46. First Horizon National
47. American Fidelity Assur.
48. SAS Institute
49. Nixon Peabody
50. Microsoft
51. Stew Leonard's
52. OhioHealth
53. Four Seasons Hotels
54. Baptist Health Care
55. Dow Corning
56. Granite Construction
57. Publix Super Markets
58. PricewaterhouseCoopers
59. Pella
60. MITRE
61. SRA International
62. Mayo Clinic
63. Booz Allen Hamilton
64. Perkins Coie
65. Alcon Laboratories
66. Jones Lang LaSalle
67. HomeBanc Mortgage
68. Procter & Gamble
69. Nike
70. Paychex
71. AstraZeneca
72. Medtronic
73. Aflac
74. American Express
75. Quad/Graphics
76. Deloitte & Touche USA
77. Principal Financial Grp.
78. Timberland
79. TDIndustries
80. Lehigh Valley Hospital & Health Ntwrk.
81. Baptist Health S. Florida
82. CDW
83. EOG Resources
84. Capital One Financial
85. Standard Pacific
86. National Instruments
87. Texas Instruments
88. CarMax
89. Marriott International
90. Men's Wearhouse
91. Memorial Health
92. Bright Horizons
93. Milliken
94. Bingham McCutchen
95. Vanguard
96. IKEA North America
97. KPMG
98. Synovus
99. A.G. Edwards
100. Stanley

